#storiedellagarfagnana

Castagnola e l'Osteriaccia: 

Il paesino di Castagnola si raggiunge dal lago di Gramolazzo, dopo la galleria, il bivio compare sulla destra e la strada sale fino alla frazione. Arroccato sul colle, a 775 metri di altezza, sovrasta il lago e ha sullo sfondo, a sud, le Alpi Apuane del gruppo Pisanino e Pizzo d’Uccello e a nord-est l’Appennino.

Il paese è circondato da castagni, ma non prende il nome da essi: infatti, secondo leggenda, le origini di Castagnola dovrebbero risalire all’Impero Romano. Si racconta che l’attuale paese sia risorto in piccola parte sulle vecchie rovine di un castello chiamato “Castel D’Agnola” di proprietà di una certa contessa Angela.

Il castello fu distrutto dai Romani ritenendo gli abitanti di Castagnola responsabili di un macabro fatto avvenuto nelle vicinanze del paese. Si era sempre detto che in località “Osteriaccia”, dove oggi vi è la casa dei guardiani della diga del lago, vi passasse l’unica strada che seguiva il corso del fiume Acqua Bianca, e che vi fosse un’osteria dove i malcapitati viandanti venivano uccisi e mangiati. La leggenda nasconde una verità? Sono state numerose le ossa umane rinvenute durante la costruzione della diga.

Dell’allora castello restano oggi soltanto alcuni ruderi di mura che lo circondavano e i nomi di “La Porta Vecchia” e “La Torre”. 

Sicuramente Castagnola è uno dei luoghi più ricchi di storia di tutta la Garfagnana, ha un centro storico meraviglioso formato da un gomitolo di viuzze , gli abitanti della frazione sono circa 30 e quasi tutti abitano fuori dal centro. Le leggende che si celano tra queste casupole incantate non sono finite... Alla prossima!

la foto la trovate: https://www.123rf.com/photo_18560168_castagnola-garfagnana-.html

Testo di: https://www.facebook.com/amicidellagarfagnana

 

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Lunedì, 18 Aprile 2016 13:56

Lago di Vagli

Già da qualche anno, quando mi è possibile, trascorro il fine settimana a Vagli. E' un posto meravigliosamente tranquillo ! Il mio compagno vive lì e quindi per me non si tratta solo di prendersi un paio di giorni o di ore di risposo dalla vita frenetica di tutti i giorni.

E' lontano dalle strade molto trafficate e non è molto affollato. Molti toscani non sono mai stati a Vagli, sebbene conoscano il nome a causa della diga e del paese sommerso. Il paese ha mantenute intatte le sue caratteristiche, le strade erano state costruite molto bene e quindi non ci sono problemi per raggiungerlo. Gli abitanti hanno un carattere e una mentalità da isolani, ed essendo nativa di un'isola, mi trovo molto bene qui.

Vagli è uno dei pochi paesi remoti, dove nelle ultime 10 generazioni tutti conoscono tutti, con i suoi vantaggi e svantaggi. La più grande difficoltà per me è che non capisco una parola. Gli abitanti hanno mantenuto un dialetto locale molto stretto che sinceramente ha poco a che fare con l'italiano. Rimango sempre perplessa, quando nonostante chieda di ripetere più volte continuo a non capire quello che mi si dice. Naturalmente posso sempre giocare il bonus della "Straniera" e gli abitanti si stupiscono di come io parli e capisca bene l'italiano (sempre se trovo qualcuno che i rivolge la parola). All'inizio rispondevo sempre: certo, vivo in Italia ormai da 20 anni. Adesso però ho smesso di commentare.


Qualche parola sul paese e sui dintorni: Il Comune composto da tre paesi (Vagli Sopra, Vagli sotto e Roggio) è oggi rinomato per le sue cave di marmo e per il suo lago artificiale che è il più grande della Toscana. Si rimane veramente impressionati quando si arriva qui e ci si trovano davanti le imponenti cave di marmo e il lago artificiale, profondo circa 90 metri. L'antico borgo romantico di Vagli Sotto, circondato da meravigliose montagne boscose, si trova su una penisola. Ci sono vari sentieri per escursionisti intorno (con diversi livelli di difficoltà ) che percorrono i tre paesi e anche Campocatino.


Campocatino si trova sopra Vagli sopra e da li  parte un bel sentiero che vi conduce, adatto anche alle famiglie con bambini.

Campocatino era la zona di pascolo estivo delle pecore e si coltiva delle ottime patate sui terreni terrazzati. Adesso è meta di escursioni e molte delle vecchie capanne adibite a bivacco sono state ristrutturate. Per i più esperti ci sono sentieri che da Vagli vanno a Sumbra o Tambura (per citarne un paio).


E se la passeggiata ha stancato, si può fare il bagno nel Lago. Personalmente non mi azzardo a fare il bagno nei pressi della diga, dove la profondità è di 90 metri e il paese è sommerso, ma preferisco la zona sotto la piscina. Chi non ama fare il bagno nel Lago, può andare in piscina. Non si paga alcun biglietto. Solamente le sdraio sono a pagamento.


E' superfluo dire che si mangia benissimo: l'ottima cucina tradizionale toscana è alla portata di tutti a costi molto contenuti. Prodotti tipici da non perdere sono tutti i formaggi locali, la ricotta e i salumi come prosciutto e salame. E come non assaggiare l'ottimo pane di patate e il farro da consumare sia in estate che in in inverno in insalata e oppure nelle zuppe.

 

 

 

 

 

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Venerdì, 15 Aprile 2016 09:42

Montecarlo

Oggi dopo tanto tempo sono tornata a a Montecarlo.

Com'è bello qui!

Ho abito in questo piccolo borgo medioevale e qui mi ci sono anche sposata. Ma non ho avuto molto tempo di godermi il paese, avevo subito un appuntamento da rispettare! Giusto il tempo di passare all'alimentari "Da Stefania"! Stefania gestisce questo piccolo negozio di delizie da molti anni. qui non si comprano solo il pane, la pasta o le verdure. Si possono acquistare anche deliziosi panini farciti con il prosciutto e pecorino oppure con la salsiccia e aggiungendo un po' di frutta fresca ecco pronto il necessario per un bel picnic negli uliveti del paese.

Se aggiungete poi delle buone olive in salamoia e dei pomodori maturi ecco pronto un bel piatto tipico toscano!
Da abbinare a queste delizie ci sono poi i vini doc di Montecarlo, bianchi e rossi, rinomati in tuta la provincia e non solo.

A Montecarlo ci sono diversi piccoli ristoranti di grande qualità. Posso sicuramente consigliarvi "La Terrazza", di Massimo e Michela che vi serviranno specialità toscane e la pizza a dei prezzi davvero convenienti! Dalla terrazza di questo ristorante si gode poi di una vista meravigliosa sulla vallata di Lucca. L'ingresso è nella pizza antistante la chiesa, lascito alle spalle il monumento ai caduti, su scende da una scalinata in cotto sulla sinistra.

Ci si potrebbe chiedere a cosa Montecarlo debba il suo nome. La fortezza è stata costruita da Carlo IV di Boemia, nel 1333 e la fortificazione permise al borgo di mantenere a lungo una propria indipendenza nel corso dei secoli. La Fortezza è oggi di proprietà privata ma è aperta per visite guidate. La vista che si gote dalla Rocca è mozzafiato e una volta che ci si trova lassù si capisce subito perché Montecarlo è stata così strategicamente importante. Solo 162 metri sul livello del mare, ma un punto strategico da cui si vede tutta la Valdinievole, Collodi, Montecatini da un lato e Lucca,dalla grande pianura di Capannori al Monte Serra dall'altra parte e in giornate limpide si possono vedere persino Vinci e la torre di San Miniato!

Se avete tempo cercate il piccolo Teatro dei Rassicurati , costruito sul modello della Scala di Milano. E' stato aperto nel 1795 e rappresenta un piccolo gioiello per la sua architettura e soprattutto per le proprietà acustiche! Merita sicuramente una visita!
Camminare per le strette vie del borgo e sorseggiare un buon bicchiere di vino locale vi lascerà un ricordo indimenticabile!

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Domenica, 15 Marzo 2015 20:39

Lungo la Via Francigena

Da Altopascio a Ponte a Cappiano – Lungo la Via Francigena

1° Tratto – Turchetto, Badia Pozzeveri, Altopascio

Partiamo per la nostra camminata dalla localita’ Turchetto a circa 1,5 Km. da Altopascio.

lasciamo alle nostre spalle la bella collina di Porcari con l’elegante Campanile della Chiesa e ci avviamo  da questo sentiero

alla Badia Pozzeveri, ridotta in cattivo stato ma in via di restauro.

La strada ora asfaltata. va dalla Badia a traversare tutta la sparsa frazione che porta il medesimo nome, per poi congiungersi con la provinciale che conduce ad Altopascio dove  appare alla nostra vista il maestoso Campanile.

Attraversata la ferrovia e il sottopasso autostradale, appare di fronte il complesso storico della cittadina.

2° Tratto – Altopascio, loc. Chimenti, Galleno

Uscendo dal centro storico, percorsa la via principale e lasciata a sn la seicentesca Chiesina di S. Rocco ci avviamo lungo la strada Provinciale Lucchese Romana, per giungere in loc. Chimenti.

Qui all’incontro tra le Province di Pisa Lucca e Firenze (Pistoia e’ poco distante) la Via Francigena diverge dall’attuale ed e’ stata riesumata quasi integralmente per circa 1 Km. La larga massicciata, vecchia di secoli, tocca una casa colonica nota ai suoi tempi come malfamata Osteria dei Greppi,

scende nella vallicella boscosa del Rio Torbo o Ponticelli e risale alla Chiesa di S. Pietro. parrocchiale del Galleno sita alla sua estremita’ NW.

Questo borgo un tempo fortificato, si snoda lungo la carrozzabile che lo divide tra la Provincia di Firenze(Comune di Fucecchio) e quella di Pisa (Comune di Castelfranco di sotto, ma qualche casa e’ in Comune di Santa Croce sull’Arno). Oltrepassati il bivio per Staffoli e l’innesto di un raccordo tangenziale, appena oltre inizia il percorso campestre del bosco delle Cerbaie.

 3° Tratto – Galleno, Poggio Adorno (attraverso tl bosco delle Cerbaie)

Un piacevole stradello corre tra bosco e un galoppatoio: le case visibili a ds erano,come dice il nome “Spedaletto”, sede dell’antico Ospizio di Santa Trinita di Cerbaia. La strada e’ ora inghiaiata, ma la si lascia subito per infilare un sentieretto che scende per bosco al Rio Lischeto e all’ex Molino dei Tatoni (a sn,accesso al ” Parco naturale delle Cerbaie” con Centro Equestre). Prosegue uno stradello, che, in vista di uno stagno, sale brevemente al di sotto di una linea di alta tensione, se ne discosta e dopo alcuni bivi su un terreno pianeggiante giunge a un vecchio cippo confinario, dove si innesta da ds la variante di cui al prossimo capitolo.

La strada si fa presto inghiaiata e col nome di Via delle 7 Querce va a sbucare, per bosco, su una strada asfaltata che si segue per 400 m. fino al bivio per Poggio Adorno e lo storico borgo di Montefalcone.

Facciamo una piacevole variazione per ammirare la villa detta di Poggio Adorno con( Chiesetta dedicata a S. Benigno, parco all’italiana, bosco con laghetto)

ed altre due ville storiche che si trovano nel borgo di Montefalcone, al termine della strada comunale dette “della Poverina”: la villa Cerrini, dal nome degli attuali proprietari, edificata nel luogo in cui prima sorgeva il medievale castello di Montefalcone e la villa Guerrazzi di origine seicentesca con annesso oratorio.

  Al termine del bellissimo viale su cui sorgono entrambe le ville, si ritrova uno degli ingressi della riserva naturale di Montefalcone. La riserva rappresenta l’area naturale piu’ significativa del territorio delle Cerbaie. Dopo questa suggestiva deviazione, si ritorna al bivio.

4 Tratto – Poggio Adorno, Ponte a Cappiano

La carrozzabile comincia a discendere la scarpata delle Cerbaie e dopo soli 250 m. va imboccata, con bivio a rientrare, una stradetta che scende nel bosco, prosegue con fondo naturale lungo una recinzione,

si fa asfaltata, tocca le case della Palagina e , incrociato un tronco stradale recente, giunge al piano presso la villa Nistri,

ormai a soli 500 m. da Ponte a Cappiano. Nei pressi era la localita’ storica di Malatia. Da Nistri a Ponte a Cappiano e’ possibile una breve panoramica variante scavalcando la piccola  collina sovrastante la Villa.

Il borgo attuale e’ raccolto a capo del Ponte, coperto,notevole costruzione di eta’ Medicea. Il piu’ antico attraversamento del Canale Usciana sembra si trovasse piu’ a valle, in prossimita’dell’ospedale detto di Rosaia.

La mia camminata e’ giunta al termine, e’ stata un’esperienza interessante, bellissima e vi consiglio di farla anche a Voi,  ne rimarrete entusiasti, per i luoghi, gli aspetti naturalistici e sopratutto per le persone che incontrerete, sempre disponibili e gentili ad offrire indicazioni e consigli sul percorso.

Buona Camminata

Un ringraziamento alla Biblioteca di Altopascio per il materiale fornitomi, in particolare mi riferisco al testo “La Via Francigena” da Lucca ad Altopascio a San Miniatoa cura di Angelo Nerli dal quale ho estratto le notizie riportate nel testo dell’articolo.

Testo e Foto: Massimo di https://www.angoliditoscana.it

 

 Alcuni delle nostre case vacanze:

Podere dei Pini

Casa tre Olivi

 

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